Concept per AA Lucchesia

Obiettivi del progetto:
Creazione di un prototipo di piattaforma di accesso ad un database multimediale relativo all’artigianato artistico della Lucchesia, con particolare riferimento al settore lapideo BRONZEO (!) del circondario di Pietrasanta. La piattaforma, sfruttando le tecnologie virtuali, dovrà svolgere un’opera di divulgazione rivolta al grande pubblico relativa alle abilità manuali e gestuali necessarie per la creazione di una siffatta opera artigianale. L’importanza di tale piattaforma è accentuata dal fatto che esistono scarsissime fonti, perlpiù “storiche”, che documentano il processo di creazione di una scultura, il quale è solitamente trasmesso per mezzo della tradizione orale e del rapporto diretto maestro/allievo. La piattaforma potrà costituire, una volta che il database venga arricchito di una quantità sufficiente di dati “motori”, anche un valido supporto di formazione per la trasmissione di tale tipo di conoscenza. 

Concept elaborato per il settore lapideo:

L’azione avviene all’interno della ricostruzione 3D di una bottega di artigiano. All’interno di questa bottega sono presenti più elementi interattivi:
- modelli 3D, provenienti da scansione, degli strumenti di lavoro (scalpello etc.) ognuno dei quali potrebbe “raccontare” la propria storia e i propri utilizzi
- modelli 3D di una o più statue così come appaione nelle varie fasi di realizzazione
- un pannello bidimensionale (potrebbe essere un quadro, uno “schermo”, magari anche una finestra) che permette di visualizzare uno o più filmati relativi alle fasi di realizzazione della statua e alle diverse figure professionali che concorrono alla realizzazione dell’opera
- un avatar più o meno “realistico” (potrebbe essere al limite uno “scheletro” in wireframe o giù di lì) che replica i gesti associati alle diverse fasi di realizzazione
- un computer, o qualcosa di associabile all’informatica e/o al web, che permette la consultazione dell’archivio (se sarà possibile pensare ad una vera integrazione con un archivio esistente – una bella cosa sarebbe la generazione “real-time” di un IL a partire dai dati della pagina web) o di un numero ridotto di schede “prototipali”.

Il possibile flusso potrebbe essere questo:
l’utente entra nella bottega dell’artigiano e viene guidato da “stimoli” visuali e acustici ad avvicinarsi a questi elementi: si potrebbe dare, all’inizio, maggiore enfasi agli elementi che danno una prima “cultura di base”, ad esempio alla storia degli strumenti e ai filmati. Poi si potrà passare ad esaminare le gestualità dell’artigiano (sia in terza persona che, perché no, in prima), e infine, se si vuole, si potrebbe esaminare l’archivio grazie al “computer” che, in prima istanza, potrebbe semplicemente mostrare alcuni pulsanti con “keyword” relative a parole “citate” nel corso delle esperienze appena vissute (ad esempio potremmo a questo punto aver sentito diverse volte la parola ”scalpello” e la consultazione dell’archivio potrebbe dare accesso alle informazioni testuali/iconografiche relative allo “scalpello”). La visualizzazione di queste informazioni potrebbe avvenire in maniera “accattivante”, ad esempio tramite un Information Landscape che simuli una sorta di ologramma che viene proiettato davanti all’utente mentre la bottega di artigiano, che rimane presente, viene “attutita” rendendola più trasparente e/o più scura.
L’idea è questi contenuti siano differenziati a seconda delle fasi di realizzzazione per cui il visitatore appena entra ha a disposizione elementi e contenuti relativi alla fase di “sbozzatura”. Alla fine delle sua esplorazione dovrà avere un’idea abbastanza chiara di cosa è la sbozzatura e qual è, almeno a grandi linee, la “gestualità” relativa a questa fase (ad esempio per la sbozzatura il gesto tipico è il gesto “grossolano” del colpo dato con forza con una mazza).
Quando si vorrà passare alla fase successiva, il visitatore sarà invitato a replicare (grossolanamente) il gesto “tipico” della fase corrente, e se avrà successo passerà alla fase successiva (ovviamente questo serve a coinvolgere maggiormente il visitatore, ma sarebbe opportuno che dopo 1-2-3 tentativi, il sistema faccia vedere qualera il gesto che il visitatore avrebbe dovuto fare e poi lo fa passare comunque alla fase successiva: non dobbiamo realizzare un videogame ma non sarebbe male pensare ad una forma di edutainment).
I gesti delle fasi successive potrebbero essere la “scalpellata” e la “raspatura”: sarà necessario individuare 3-4 gesti che almeno grossolanamente corrispondono a quelli tipici di ogni fase e che siano ben distinguibili fra di loro e facilmente replicabili dal visitatore. Per realizzare fisicamente questo motion capture dovrebbe essere sufficiente un’interfaccia di tipo WIIMote.
Quando si passa alla fase successiva, il passaggio potrebbe avvenire con la riproduzione (contestuale al gesto dell’utente) del rumore campionato dello strumento e l’apparizione di una nuvola di polvere di marmo (potrebbe essere simulata con della “nebbia” che rapidamente passa da raggio corto a raggio lungo) che permette di “cambiare” lo scenario senza un improvviso cambio visuale di contesto (effetto “sipario”).
Un’ulteriore utilizzo dei modelli 3D degli strumenti e della scultura in via di formazione potrebbe essere l’evidenziazione dei segni che ogni strumento lascia sulla scultura.

Possibile concept per il settore bronzeo:

Come tutti sapete, per una serie di motivi, abbiamo dovuto virare verso l’artigianato del settore bronzeo, non escludendo però, una volta “imposto” un certo concept, di poter effettuare un progetto sull’artigianato lapideo in una seconda tranche di finanziamenti, ad es. l’anno prossimo.
Le peculiarità della scultura bronzea, però, impongono un ripensamento almeno parziale del concept che avevamo elaborato.
Ci sono però alcune cose che vanno conservate o meritano di esserlo:

1) Anche in questo caso è presente una esplicita suddivisione del lavoro in fasi. Penso abbia dunque senso pensare ad una esposizione divisa in “capitoli” successivi e mantenere l’impianto generale del vecchio concept. A quanto ci è dato di sapere queste fasi, nel caso della fusione, non avvengono nello stesso ambiente ma in diverse stanze, ognuna delle quali logicamente e fisiciamente dedicata ad una delle diverse fasi di realizzazione che si possono riassumere in (pregherei Alessandra di correggere evenutali imprecisioni)

  1. Modellatura della statua in argilla
  2. Realizzazione della copia in cera (con tecnica tradizionale e/o con stampo di silicone) con aggiunta di “candele” in cera per realizzare, una volta fusi, gli sfiatatoi necessari per colare il bronzo
  3. Rivestimento della copia in cera con materiale refrattario
  4. Cottura nel forno, colatura del bronzo, raffreddamento
  5. Nettatura
  6. Cesellatura

2) Il progetto fa esplicito riferimento alle abilità manuali. C’è sufficiente libertà di manovra per non sentirsi totalmente vincolati, ma visto che abbiamo SKILLS in corso mi sembrerebbe poco intelligente rifiutare questo tipo di approccio. Certo, a questo punto non si sa se è ancora possibile (o sensato) pensare di acquisire con il motion capture i movimenti dell’artigiano, però mantenere un impianto in cui si passa da una fase all’altra eseguendo un gesto esemplificativo di quanto si è “imparato” finora mi sembra interessante. Se, come mi sembra, non a tutte le fasi è associabile un gesto, si potrebbe usare questa risorsa solo nelle fasi in cui è prevista.

A questo punto è IMPORTANTE sapere o ricavare alcuni dati:

1) Per ognuna delle fasi di lavorazione DOBBIAMO avere chiaro:

a) Chi la fa (ovvero che tipo di professionalità è richiesta: artista, artigiano, garzone di bottega…)
b) Che strumento si usa (mani nude, scalpello, cesello, …)
c) Dove si effettua (bottega, studio dell’artista, fonderia…)
d) Quanto dura ogni fase (scegliendo come riferimento una dimensione media dell’opera, non ho idea quale possa essere)

in modo da poter contestualizzare la varie fasi nel nostro ambiente 3D.

2) Bisogna capire quanto sia fattibile seguire tutto il processo realizzativo di un’opera: l’ideale sarebbe fissare con la fonderia una serie di appuntamenti in cui possiamo acquisire le informazioni (video, audio , scansioni) sull’opera a partire addirittura dalla modellatura dell’artista. In un mondo ideale dovremmo potere:

  • Filmare qualche minuto di un artista che modella il bozzetto in argilla
  • Effettuare la scansione 3D del modello in argilla
  • Filmare il processo di realizzazione della copia in cera
  • Effettuare la scansione 3D del modello in cera
  • Filmare le successive fasi di rivestimento, cottura, colatura, raffreddamento
  • Effettuare la scansione 3D del modello grezzo in bronzo
  • Filmare le fasi di nettatura e cesellatura
  • Effetturare la scansione 3D del modello finale in bronzo
  • In alcune di queste fasi, fare il motion capture (credo abbiano senso, forse, solo la modellatura e la cesellatura)

Ci sono ostacoli di natura tecnologica e logistica:

e) il modello in bronzo credo sia difficilmente scansionabile…però possiamo usare il trucco di usare i modelli che già abbiamo e cambiargli i materiali, alla fine conta l’effetto che si produce)
f) il motion capture sarà possibile farlo?
g) la fonderia ci darà la possibilità di seguire tutto il processo di un’opera?

L’obiettivo minimo è però di avere contributi filmati su TUTTE le fasi, e almeno UNA scansione di un modello (cera o argilla) che poi, giocando con la risoluzione e con i materiali, possiamo rappresentare nelle varie fasi con trucchi cosmetici).

Chiederei ad ognuno di voi di contribuire su questi punti rimasti in sospeso (a-b-c-d-e-f-g) in modo da avere chiaro cosa è realisticamente realizzabile.

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17 Comments on “Concept per AA Lucchesia”

  1. Rosario Says:

    Per quanto riguarda il motion capture, gli spazzi sono veramente angusti, e se l’artigiano ha una statua davanti ci saranno molte occlusioni che limitano la visibilità del marker.
    Se il motion capture si fa in laboratorio (senza statua davanti) bisogna considerare che probabilmente il tipo andrà pagato (lui perde una giornata di lavoro) e che i movimenti saranno poco naturali (non ha niente davanti e non sono attori). Tanto vale animarseli in keyframe, in una giornata avendo il video di riferimento si fa.

    Per quanto riguarda i gesti da fare con il Wiimote. È difficile trovare dei gesti ampi e semplici da riprodurre per l’utente in questo scenario. Inoltre il gesto deve essere ben distinto da un gesto comune, agitando a caso il wiimote in pratica non si deve cambiare scenario.
    Inoltre mi sembra un po’ poco immediato, si può provare, se è semplice e divertente si tiene, se è complicato e frustrante si cestina.
    Inoltre se il wiimote deve essere come periferica di puntamento bisogna considerare che l’utente dovrà stare in piedi ad una certa distanza dallo schermo, quindi bisognerà usare schermi molto grandi e caratteri ben leggibili. Anche per usare le gesture si dovrà stare in piedi e avere un po’ di spazio a disposizione. Su internet si vedono troppi video di persone che distruggono lampadari e televisioni con il wii-sport.

    In alcuni casi bisognerà dare l’idea del tempo che passa. La cottura del modello per fare evaporare la cera dura parecchi giorni, la sola voce (o scritta) che spiega secondo me non basta. Come si fanno le luci volumetriche in XVR? :P

    ps: Quando fate articoli così lunghi usate il divisore di pagina, così non finisce tutto in homepage togliendo visibilità agli articoli passati.

  2. mcarrozzino Says:

    1) Motion Capture
    Se le statue sono piccoline, tipo bronzetti, non sarebbe possibile? Al limite potrebbe essere limitato alla fase di cesello, e si potrebbe sentire se l’artigiano può venire con un piccolo bronzetto da noi, eventaulmente chiedendo quanto ci costa una sua mezza giornata di lavoro.

    2) WiiMote
    Attenzione: il riconoscimento dei gesti non avviene continuamente: io pensavo che la navigazione dell’ambiente avviene con mezzi tradizionali (es. pulsanti etc.) e solo nel passaggio da una fase all’altra parte il riconoscimento del gesto. Riguardo il puntamento, direi di valutare lì per lì quanto sia fattibile usare il wiimote, altrimenti, ripeto, utilizzerei un’interfaccia standard.

    3) Tempo che scorre
    Potrebbe essere sufficiente fare un giochino di luci esterne (non necessriamente volumetriche!), un bel calendario che cambia pagina e un orologio che scorre, no?

  3. scucces Says:

    Buongiorno a tutti,

    su quanto ha scritto e ri-organizzato Marcello, io aggiungerei due piccole postille:

    - le fonti che documentano il processo di scultura non sono esattamente “scarsissime”, anzi…è più vero che in passato ci si affidava alla pratica in bottega per tramandare il konw-how, ma ci sono trattati fondamentali come quello del Vasari (metà del XVI sec.) che trattano ampiamente l’argoemnto: di seguito il link se volete dare un’occhiata
    http://biblio.cribecu.sns.it/vasari/consultazione/Vasari/indice.html

    -Per quanto riguarda le varie fasi e la loro “illustrazione interattiva” riterrei più semplice scansionare dei bozzetti/modelli che non fare il motion capture, ma probabilmente mi sbaglio; il punto è che la manualità in questi casi rende meno che per la lavorazione del marmo (…) perchè è più “meccanizzata” rispetto al lavoro 1:1 tra artista/blocco marmoreo.
    In ogni caso, la parte più interessante potrebbe essere quella della lavorazione del modello in cera, prima di essere incapsulato nel bozzolo terroso.

    In ogni caso, aspettiamo di andare alla fonderia per assistere al gettito bronzeo, così ne prendiamo atto dal vivo, e chiediamo se fosse possibile documentare tutte le varie fasi (spero di si, mi sono sembrati molto disonibili) e definire così tutti punti a-b-c-d-e-f-g

    Per ora è tutto, a presto sugli stessi schermi :)

  4. scucces Says:

    @Marcello: leggo solo ora il tuo commento: per quanto riguarda il motion capture della finitura di un piccolo bronzetto, se non ci richiedono una cifra assurda, può essere una strada da tentare.
    Il dubbio che mi viene è che codificare quei gesti per farli ripetere all’utente…non so,
    rimane un “lavoro di fino”ma la tecnologia may help us :)

  5. scucces Says:

    oh, ma perchè la mia foto non appare?? :(

  6. fghedini Says:

    Vi espongo un mio dubbio. Per quanto riguarda la lavorazione del marmo effettivamente c’era la possibilità di identificare con chiarezza dei gesti specifici e differenti fra loro. Senza affezionarci a questa idea, siamo sicuri del fatto che lo stesso sia applicabile alla lavorazione del bronzo? A me sembra un tipo di processo, come dice Alessandra, meccanizzato, per quanto esempio di sapere artigianale.
    La lavorazione del marmo era sicuramente meno mediata, più direttamente legata al gesto umano, mentre la lavorazione del bronzo è frutto di sapere tecnico. Per quanto riguarda il marmo, una volta visti gli strumenti di lavoro, non è tanto interessante *capire* il processo (di per sè trasparente), ma avere esperienza del *come* del gesto dello scultore. Per il bronzo invece un ambiente virtuale potrebbe svolgere un ruolo più divulgativo, per spiegare le fasi nella loro valenza tecnica.
    Ad esempio si potrebbe creare magari un ambiente in cui il fruitore, sempre tramite il wiimote (ma a questo punto usato come puntatore, to point & drag) , deve procedere step by step nella ricostruzione delle fasi tecniche.

    Esempio:
    Davanti a sé il fruitore ha una serie di materiali, argilla, cera, bronzo, etc e deve scegliere quello giusto per iniziare il processo. A lato di una serie di materiali, ci possono essere una serie di azioni (il nostro labile collegamento con SKILLS), poi il tutto accompagnato da video, scansioni, suggerimenti temporali, come nell’idea originale.
    Se l’idea vi sembra di qualche interesse posso provare ad approfondire.

    ciao a tutti & buon lavoro

  7. Rosario Says:

    Per il motion capture, io pensavo che l’attenzione fosse incentrata sulle mani che sono quelle che saranno più occluse, anche per statue piccole. Se la statua è piccola il MOCAP degli arti non dovrebbe dare problemi.
    La cesellatura viene fatta con la fresa vero? Oggetti caldi e scintille emettono infrarossi, spero non diano troppa noia alle camere.
    Per il wiimote: Avevo capito che c’era da selezionare oggetti nella scena. Con il pointing del wiimote mi sembra più naturale. Dovrebbe essere anche semplice da fare (non ho provato).
    Voto a favore dell’orologio o del calendario a cui vengono strappati i giorni per far vedere il passaggio del tempo. Fare un cambiamento giorno/notte vuol dire fare il blending tra lightmap. Pauuura!!!
    Nella mia mente bacata mi immaginavo il sole che si abbassa e entrando dalla finestra fa l’effetto luce volumetrica… che comunque con un po’ di sforzo e di fantasia si potrebbe anche fare. XD
    Altrimenti si fa una semplice sfera esterna con cielo sereno e cielo stellato, e si fa ruotare.. impippandosene totalmente dell’illuminazione. :)

  8. mcarrozzino Says:

    Per Fiammetta:
    La cosa mi piace, anche perchè avrebbe la sua parte di interattività “giocosa” . Temo però a questo punto che il wii mote possa essere una forzatura…che ne pensate?
    Si potrebbe comunque utilizzare questa filosofia come “verifica”: magari ci possiamo porre questa domanda: si effettua la verifica fase per fase (dopo la prima fase si chiede di fare l’associazione del materiale, e si passa alla “narrazione” della seconda fase, al termine della quale proponiamo una nuova verifica interattiva) o si fa fare l’intero processo tutto alla fine?
    Potrebbe essere carino fare anche entrambi, tenendo la ricostruzione di tutto il processo alla fine come “verifica finale” prima di salutare il visitatore.

    A me interesserebbe approfondire questo filone: riesci a identificare una “verifica” significativa per ogni fase?

  9. fghedini Says:

    Dubbio delle 16:03 : ma non è che se usiamo il wiimote la nintendo ci fa causa?

  10. Rosario Says:

    Non se ci appiccichiamo un bell’adesivo PERCRO sopra. Scherzo, è usato da diversi laboratori per fare esperimenti e interazioni.
    L’unica cosa che ho trovato sul Manuale della Wii è questo:
    “WARRANTY LIMITATIONS
    THIS WARRANTY SHALL NOT APPLY IF THIS PRODUCT: (a) IS USED WITH PRODUCTS NOT SOLD OR LICENSED BY NINTENDO [...CUT...] (b) IS USED FOR COMMERCIAL PURPOSES (INCLUDING RENTAL);”
    In pratica non ce lo passano in garanzia… pazienza.

  11. scucces Says:

    Mi piace molto l’idea di Fiammetta e trovo che una narrazione a fasi potrebbe coinvolgere da subito l’utente; e se la parte interrativa venisse subito dopo la “narrazione continua”?

    i.e. tra information landscape e filmati/immagini si presenta il processo al completo, quindi l’utente potrà interagire con i materiali e le scelte virtualmente possibili per provare in prima persona a creare una piccola statua.

    Magari gli si potrebbe dare una scelta di tre modelli da “realizzare”, ad esempio una figura umana una brocca e una capra e permettergli così di personalizzare il percorso; insomma punterei sull’aspetto ludico per diversificare anche in parte il contenuto del Museo Virtuale.

    che ne pensate?

  12. fghedini Says:

    Secondo me potrebbe essere interessante, invece che fare le “verifiche” che sono un concetto molto scolastico, provare a intrecciare il lato “giocoso” interattivo con la parte più narrativa. Ma sono pronta a cambiare idea. In ogni modo sbozzo le fasi, che ho più o meno capito solo grazie al supporto di Ale ;) :

    “Workspace”:
    Solita bottega di cui abbiamo abbondantemente discusso.
    Eliminando i riferimenti al fu settore lapideo, possiamo rappresentare
    vari “materiali” e gli strumenti di lavoro relativi alla lavorazione del bronzo. Oltre a questi potremmo rappresentare in qualche modo i gesti appropriati alle varie fasi (se si fa il motion capture, con il modello kinematico del VICON, o con le traiettorie dei movimenti, o in altro modo).

    I Fase: Il modello
    Obiettivo: Plasmare il modello con l’argilla
    Fase gioco:
    Il fruitore sceglie ed associa :
    Tra vari materiali l’argilla
    Tra vari gesti il “plasmare”
    Fase didattica:
    Rappresentazione del processo: ad esempio: quando il fruitore sceglie il materiale “argilla”, compaiono foto o video del/di bozzetto/i, ideale sarebbe a più fasi di sbozzatura. Quando il fruitore sceglie il gesto “plasmare”, compaiono video dell’artista che plasma.
    Un livello di approfondimento più “didascalico” (tipo testo specialistico, o interviste) possono essere on demand, associate a vari oggetti della bottega, come si era detto per il marmo.
    Questa modalità di dialogo gioco/didattica potrebbe poi ripetersi per ogni fase e per ogni set.

    II Fase:
    Calco in silicone
    Il fruitore sceglie:
    Come materiali, gesso e silicone, che andando a formare il “panino” applicato al modello, permettono di ricavare il negativo del modello.
    gesto: ?

    III Fase:
    Colata di cera liquida nel calco > copia in cera
    Il fruitore sceglie:
    Materiale: cera
    Gesto: Versare :) ?

    IV Fase:
    inserzione dei tubicini che fanno da sfiatatoi

    V Fase:
    Panozzo di terracotta

    VI Fase:
    Infornata del panozzo

    VII Fase:
    Colatura del bronzo

    VIII Fase:
    Cesellatura

  13. mcarrozzino Says:

    Sapevo di non aver scelto il termine adatto…
    per verifica intendevo una fase interattiva in cui il visitatore si diverte e, contemporaneamente, utilizza quanto ha appena appreso.
    In questi termini funziona?

  14. elvira Says:

    Prova

    Il progetto scritto 3-4 anni fà sull’Artigianato Artistico (vabbè scritto da me, ma nato dalle varie conversazioni con Massimo – Prof. Massimo Bergamasco) và rivisto se non ci concentriamo più sull ‘Artigianato Artistico del Marmo (questo lo avevo scritto qualche giorno fà, ma vedo che insomma..)
    L’idea iniziale concentrata sul gesto e l’abilità manuale degli artigiani del marmo, non può essere proposta per l’artigiano del bronzo (come si diceva..). Il lavoro artigianale del Bronzo ha altre caratteristiche (da delineare), credo che solo cercando di capirle (come è stato fatto in passato con l’artigianato del marmo, una ricerca storica, parlando con gli artigiani..) possiamo delineare una “piattaforma” adatta a lui (artigiano del bronzo), alla sua arte, al suo sapere.. (visto dati forniti da Ale..) altrimenti si rischia di fare un installazione impersonale, che non comunica quello che deve comunicare (ed ecco che le aree emotive del visitatore risultano piatte, scherzo). Se deve essere un contributo significativo alla conservazione della memoria, alla comunicazione, alla valorizzazione di questo bene culturale: L’artigianato del Bronzo di Pietrasanta, che sia. Se deve essere una bottega virtuale (un laboratorio, piattaforma gioco-didattica), prima che la rielaboriamo noi, c’è da saper molto su quella reale.. Poi se abbiamo intenzione che sia un’altra cosa, allora dobbiamo sapere bene cosa. Insomma che sia un “gioco istruttivo” ma che rispetti la “dignità” di questo lavoro (soprattutto che non sia trattato come un qualsiasi altro tema a meno che l’intensione è la creazione di “format” che possa essere riutilizzato anche per altre “abilità artigianali..).
    E come dice Munari (designer) che ha scritto molto sul metodo di progetto ci sono delle fasi da rispettare, l’”idea buona” (significativa, che dura nel tempo..), non è la lampadina (certo, può essere a volte, per caso e fortuna), ma nasce da un processo.. che viene macinato, cambiato, ripreso.. da delle basi solide, da degli obiettivi ben precisi (di cui se volete posso un pò approfondire, e delineare.. se c’è il tempo e l’interesse..)

    Quindi e giustamente (come ha ben organizzato Ale):

    Domani mattina, 13 giugno, ore10, andiamo in una delle fonderie di Pietrasanta (sono in tutto 5 o 6, giusto?) ad incontrare questi artigiani e a farci spiegare l’intero processo di realizzazione di un’opera in Bronzo.
    Cercando di capire cos’è l’artigianato del bronzo
    perchè l’artigianato del bronzo di Pietrasanta è famoso in tutto il mondo, chi è questo artigiano del bronzo..e altro..

    A domani, buona serata.

    Ultima cosa, pensata un pò così, magari sbaglio.. non riesco a vedere l’utilità del VICON in questo progetto..
    Abbiamo avuto difficoltà (es. Sovrapposizione delle dita della mano..) con gesti ampi come quelli della Danza Indiana, Tai Chi.. l’artigiano del bronzo per farla semplice, fà dei gesti piccoli, e non sò quanto significativi.. non sò..
    Il discorso della verifica anche a me interessa molto, è quello che si è provato a fare con “The Hand Dance” (didactic platform).. dipende da cosa vogliamo da questo progetto.. non vorrei risultasse una cosa appiccicata lì.. ma tutto è da vedere nel complesso..
    Non vorrei che il mio intervento fosse visto come un freno o un rallentamento, o addirittura un tornare indietro, ma queste, insomma, dicono, sono cose fondamentali..
    anche per far venir fuori nuove idee..

  15. elvira Says:

    Ciao, siamo tornati dalla visita alla fonderia..
    ecco, se può essere utile, un breve resoconto (di quello che ho sentito io, perchè poi ero impegnata a fare le riprese non è che ho potuto ascoltare molto..)
    così senza troppo pensarci, le considerazioni in macchina al ritorno son state:
    che probabilmente la parte sul gesto e il VICON non sono molto adatti a questo mestiere e le sue caratteristiche (si può approfondire). Che invece un applicazione basata sull’esperienza virtuale interattiva (anche per rimanere inerenti alla proposta iniziale) è, ovviamente, da portare avanti.
    L’idea iniziale: Oltre alla parte sul gesto.. “Creazione di un prototipo di piattaforma di accesso ad un database multimediale relativo all’artigianato artistico della Lucchesia, con particolare riferimento al settore bronzeo del circondario di Pietrasanta”. La progettazione e la realizzazione di un archivio, in cui il lavoro bronzeo è il primo “mestiere” ad essere catalogato, quindi pensare ad un format per archiviare e fruire (che sia anche installazione artistica interattiva con contenuti: testi, video, 3D..) ma che sia una base per poi portare avanti il progetto con altre abilità.
    Per il discorso dell’interattività del lavoro manuale, un’idea potrebbe essere fare un esperienza del tipo “ragazzo a bottega” che impara e aiuta il mastro artigiano (come abbiam visto oggi.. di cui c’è il video.. se volete vederlo..) per es. il mastro artigiano alzava il vaso pieno di bronzo liquido con l’aiuto del ragazzo per versarlo nello stampo.. Il problema è che questi gesti non sono poi così significativi (per la danza, le arti marziali.. hanno un senso..) ma versare una colata di bronzo incandescente è lo stesso gesto che versare il secchio di vernice bianca con cui vogliamo imbiancare il muro di casa nostra.. forse può essere interessante l’imbragatura usata per non bruciarsi (ma no sò..). Insomma c’è da vedere queste cose, prendere in considerazioni delle azioni significative. Per es. “Workspace”: l’ultima parte quella della finitura (è un operazione da scultore) per es. quì potrebbe essere interessante che il visitatore diventa protagonista, fà le rifiniture finali (3D Virtual Sculpting con il Phantom, Andrea Dettori qualche anno fà aveva fatto vedere un video a riguardo..).. (?). Infine, parlando con l’artigiano ci ha spiegato che le fonderie di Pietrasanta sono così famose, perchè rispetto ad altre (ce ne sono numerose in tutta Italia, una vicina è a Bientina..) riescono ad entrare maggiormente nel dettaglio (le altre usano altre tecniche es. a conchiglia, più adatte per oggetti semplici, più industriali..). ecco mettere in evidenza per es. questa caratteristica delle fonderie artistiche di Pietrasanta potrebbe essere interessante.. ecco solo alcune prime idee.. un contributo.. Cosa ne pensate? Possiamo approfondire.. vado.. Ciao

  16. mcarrozzino Says:

    Il discorso del ragazzo di bottega mi garba :)
    Lo approfondiamo?
    E sicuramente va approfondito anche tutto quanto caratterizza l’artigianato Pietrasantino come peculiare rispetto agli altri.
    Riguardo le azioni…concordo che il marmo sarebbe stato molto più adatto (in prospettiva “format” ne terremo conto in futuro), ma un tentativo potrebbe valere la pena farlo per due motivi: uno perchè nel progetto si parla di abilità manuali, due perchè ci potrebbe essere qualche risultato interessante anche per skills (rispetto alla proposta originale di 4 anni fa, questa si era caratterizzata (prima della deviaizone sul bronzo) su indicazione di Massimo come “SKILLS per CH”. E’ anche vero che si ipotizzavano budget più faraonici..
    Motivo per il quale, almeno per questa volta, sicuramente niente virtual sculpting, mentre se si identificano anche solo 1-2 azioni significative che ha senso (ed è fisicamente possibile) acquisire, io ci proverei.

  17. Rosario Says:

    Molto bella l’idea della presentazione dal punto di vista del ragazzo di bottega che aiuta il maestro.
    La cosa si combina bene con l’idea di Fiammetta, il garzone passa gli oggetti, il maestro gli chiede di prendere un oggetto, se sbaglia gli dice che quello non va bene. Si combina bene anche con l’idea di Marcello il maestro prima di passare alla fase successiva potrebbe chiedere al garzone di dare il “tocco finale” e qui si registra una gesture con il wiimote… mi piace molto!!!
    Ovviamente è più difficile da fare e soprattutto va pianificato nei minimi dettagli facendo uno storyboard, bisognerebbe introdurre la figura del maestro (modellazione, voce, animazione), penso sia molto più coinvolgente di una semplice narrazione.
    Se ci sta nel budget e nei tempi sono molto favorevole.
    È probabile che in questa maniera (stile giocoso) si raggiunga anche un pubblico più giovane.


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