Stato dell’arte su VR e AR per Cultural Heritage

Il primo deliverable del progetto Start, per ciò che riguarda le nostre attività, è relativo ad uno Stato dell’Arte sulle applicazioni delle tecnologie di VR e AR per fruizione e documentazione in ambito museale.

Il primo prototipo di un siffatto stato dell’arte è stato svolto da Marco Radesca, aggiornato a 3-4 anni fa, e da me integrato e rielaborato per lo studio di fattibilità su Palazzo Boccella. Appena capisco come fare linko il pdf in modo che tutti possiate darci un’occhiata.

Da un po’ di tempo Alessandra si sta occupando di integrare ulteriormente la collezione di esempi e casi studio relativo a questo tipo di applicazioni, ma sarebbe utilissimo se ognuno di noi potesse contribuire (Rosario ci spiegherà se conviene farlo sotto forma di pagina condivisa, come credo, o se è più veloce farlo come commento all’articolo) a questo documento con contributi di questo tipo:

- link a pagine web che contengono informazioni su installazione interattive/immersive/multimediali usate in ambito museale a fini di fruizione o documentazione
- esperienze di vita vissuta (“Sono andato ieri a Pontasserchio e ho visto il Museo dei Trucioli: c’era un’interessantissima esperienza interattiva consistente in <descrizione>. Il Museo dei Trucioli è in Via Del Tutto Provvisoria al numero civico 42, il telefono è 000-0000 e ha anche una pagina web su http://www.che_vu_it”)
- documenti già esistenti

Tra progetti, perfezionamenti in corso e dottorati auspicabilmente prossimi a venire, ognuno di voi dovrà avere probabilmente uno stato dell’arte di questo tipo a inizio tesi, dunque credo sia interessante per tutti anche a livello personale condividere queste informazioni.

Alla raccolta dello stato dell’arte dovrà seguire poi una specie di analisi critica, e lì sarà già interessante parlare di protocolli di valutazione etc.: credo che a questo aspetto sarà particolarmente interessata Fiammetta, per il suo piano di ricerca, ma chiunque sia interessato è invitato a partecipare, inizialmente citando protocolli e metodologie di valutazione (performance, analisi quantitative, interviste, osservazione etc.) e poi provando a delineare, a seconda del tipo dell’applicazione e del dominio applicativo), qualche linea guida sul tipo di protocollo da prediligere.

Mi aspetto una ricca discussione e tantissimi contributi (una versione preliminare del documento dovrebbe essere pronta a inizio settembre): via via che trovate cose interessanti vi prego di postarle sul nostro spazio.

PS. Se è meglio fare una pagina condivisa stile Wiki, pregherei Rosario di farla e di linkarla anche da qui, in qualche modo.

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